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Eventi CulturaliAL MAXXI LA MOSTRA DI KUTLUG ATAMAN - fino al 12 settembre

Noto internazionalmente per le intense video-installazioni sospese tra fiction e documento, Kutlug Ataman esplora con il suo lavoro la natura complessa dell’identità personale e collettiva, esaminando il modo in cui le persone creano e riscrivono le proprie storie mentre si raccontano agli altri. Le sue opere esprimono sentimenti di profonda intimità e allo stesso tempo affrontano anche vaste tematiche sociali.

In Mesopotamian Dramaturgies, ad oggi il progetto più ambizioso dell’artista, presentato al MAXXI nella sua interezza, il tema della costruzione dell’identità investe un’intera area geografica, quella terra di mezzo tra Oriente e Occidente, sospesa tra modernizzazione e tradizione, globalizzazione e persistenza delle culture locali, rappresentata dalla Turchia contemporanea. Un paese dove, come ricorda Ataman, “è stato deciso con una rivoluzione che la nuova identità nazionale doveva essere occidentale e laica”.

Mescolando invenzione e realtà, dramma e humour, riferimenti alla storia dell’arte italiana e leggende mediorientali, tecnologia sofisticata e vecchi televisori, Ataman tesse, attraverso gli otto lavori in mostra, una fitta rete di riferimenti storici, politici, sociologici, iconografici che restituiscono la complessità dei cambiamenti che hanno interessato la Turchia nell’ultimo secolo.

Allo stesso tempo l’artista rimanda alla storia del modernismo occidentale e alla definizione di quei “valori europei” spesso chiamati in causa per giudicare il suo paese, mettendone in discussione la pretesa di universalità e ponendo un interrogativo oggi strategico non solo per la Turchia: se sia possibile o meno dare luogo a modernità alternative a quella occidentale.

A cura di Cristiana Perrella

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A - 00196 Roma
info@fondazionemaxxi.it - fondazionemaxxi.it


Kutlug Ataman è nato a Istanbul nel 1961. Dopo essersi diplomato, studia cinema a Parigi e poi a Los Angeles. Nel 1988 il suo primo corto, La Fuga (The Flight). Tornato in Turchia  si afferma, nel 1994, come uno dei più interessanti registi d’avanguardia con il film Karanlik Sular (Serpent’s Tale). Nel 1997 espone alla Biennale di Istanbul. Inizia così a presentare il suo lavoro anche in ambito artistico, producendo video installazioni su più schermi. All’attività artistica Ataman continua ad alternare la regia, realizzando altri due lungometraggi, Lola and Bilidikid (1999) e 2 Girls (2005), entrambi pluripremiati. Stabilitosi a Londra, viene candidato al Turner Prize nel 2004, dove espone Twelve (2003). Sempre nel 2004 gli viene conferito negli Stati Uniti il Carnegie Prize per Küba, Nel 2009 vince, insieme  a Cristiana Perrella, l’Abraaj Capital Art Prize.

La mostra è realizzata con il sostegno di :
British Council
Istanbul 2010 Capitale Europea della Cultura
Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia
Turkish Airlines

Si ringrazia :
Ambasciata di Turchia a Roma
Una parte degli arredi è stata offerta da Ikea



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