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Eventi CulturaliUNA DONNA TURCHESE di Andreina Swich con Serra Yilmaz

Venezia, 18 marzo 2010 – La Biennale di Venezia ha il piacere di ospitare la presentazione del libro Una donna turchese di Andreina Swich con Serra Yilmaz, giovedì 18 marzo alle ore 18.00, presso la Caffetteria L’Ombra del Leone a Ca’ Giustinian, sede della Biennale. L’incontro è realizzato in collaborazione con l’editore B.C.Dalai editore e l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia. Saranno presenti l’attrice Serra Yilmaz e Andreina Swich, modererà l’incontro Ugo Savoia, direttore del “Corriere del Veneto”.

La presentazione di Una donna turchese è ospitata nel contesto di Autori all’Ombra del Leone, iniziativa con la quale la Biennale apre lo spazio prestigioso di Ca’ Giustinian agli autori e agli scrittori che vogliano parlare di sé e del loro lavoro artistico. Rivolti a tutti coloro che condividono la passione per la letteratura e l’arte in generale, gli incontri prevedono una serie di appuntamenti con possibili relazioni fra il libro, il teatro, la danza, la musica, il cinema, l’architettura e l’arte. Gli autori saranno introdotti e intervistati da giornalisti ed esperti, non soltanto sulla loro attività letteraria, ma anche e soprattutto sugli interessi artistici e culturali che hanno contribuito significativamente alla loro scrittura. L’iniziativa si affianca alle attività espositive allestite nel Portego di Ca’ Giustinian che hanno l’obiettivo di raccontare la storia, la vita e le iniziative della Fondazione (il 10 febbraio è stata inaugurata la mostra La Biennale di Venezia 1979-1980. Il Teatro del Mondo edificio singolare. Omaggio a Aldo Rossi, fino al 31 luglio 2010).

Serra Yilmaz, attrice e intellettuale nota in tutto il mondo e, da anni, molto amata anche in Italia soprattutto grazie ai film di Ferzan Özpetek, è la «donna turchese», perché così la definì una ragazza in Francia – Viene dalla Turchia? È turchese allora! – definizione che piacque a Serra perché se, da un lato, ama il suo Paese, dall’altro detesta ogni forma di connotazione nazionalistica. Turchese sono anche il suo colore preferito, la pietra dura dei suoi orecchini e delle sue innumerevoli sciarpe, i suoi grandi occhi e la sfumatura che ha spesso nei capelli.

È la sua storia personale, corredata da uno splendido apparato fotografico, a guidarci in questo viaggio, una storia che si intreccia inevitabilmente a quella della Turchia – di cui da tempo si discute in vista del suo ingresso in Europa – e che diviene il filo conduttore di un percorso attraverso la condizione delle donne di questo Paese. Non figlie dell’Islam, o meglio, non solo figlie dell’Islam, non tutte figlie dell’Islam, ma semplicemente e, prima di tutto, «donne», al di là di ogni connotazione religiosa. E donne anche molto combattive. «Se non lotti non esisti», dice una di loro a proposito delle conquiste ottenute con la recente riforma del codice civile e penale. Una testimonianza che si lega alle molte interviste, ai racconti, alle battaglie pubbliche e private di altre donne che l’autrice ha incontrato e ascoltato. Un viaggio divertente, appassionato, a tratti anche drammatico, sullo sfondo suggestivo del ponte che collega l’Asia all’Europa, il Bosforo, dove centinaia di piccole luci multicolori riflettono questo universo contraddittorio, anche nei suoi lati più affascinanti e sconosciuti.

Andreina Swich scopre il fascino della Turchia dopo aver dedicato tutta la sua vita professionale perlopiù alla cultura germanica, passando per la pubblicità, le traduzioni, l’insegnamento e l’editoria. La stima e l’amicizia per Serra Yilmaz hanno dato vita a questa avventura.

Serra Yilmaz, nata a Istanbul, attrice e intellettuale, vive dividendosi tra la Turchia, la Francia e l’Italia, dove gode di molta popolarità grazie alla partecipazione ai film di Ferzan Özpetek e a numerose stagioni di successo al Teatro di Rifredi a Firenze.


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