Eventi CulturaliL'ANNO PAOLINO IN TURCHIA - Giugno 2008 / Giugno 2009
Il 28 giugno 2008 si è inaugurato l’Anno Paolino, per festeggiare il bimillenario dalla nascita dell’apostolo nativo di Tarso, cittadina situata sulla costa meridionale della Turchia. Le iniziative programmate per questa ricorrenza coinvolgeranno differenti luoghi geografici, da Damasco ad Antiochia, da Tarso a Gerusalemme, dalle isole del Mediterraneo all’Italia, dalle città della Grecia alle regioni dell’Anatolia, senza ovviamente tralasciare Roma, testimonianza del martirio. Le attività previste sono numerose, tra le quali ovviamente rivestono particolare importanza i pellegrinaggi e i percorsi storico-artistici.
La Turchia, anche in seguito alla visita di Papa Benedetto XVI nel 2006, che è stata un passo importante per instaurare un dialogo più profondo tra differenti religioni, si sta preparando ad accogliere i turisti che vorranno visitare i santuari della fede, approfittando dei numerosi luoghi di culto sparsi in tutta la penisola. Allo stesso tempo la Turchia offre la possibilità di affiancare anche visite ai numerosi siti archeologici e ai siti religiosi delle altre due grandi religioni monoteiste.
L’Anatolia è infatti uno degli insediamenti più antichi del mondo. La sua storia risale a 8000 anni prima di Cristo. Durante recenti scavi nella penisola anatolica meridionale, sono stati rinvenute tracce dell’età preistorica, in una grotta chiamata “Karain”, nella quale si trovano reperti risalenti a 12000 anni fa, mentre a Çatalhöyük, nell’Anatolia centrale, sono state rinvenute tracce del primo insediamento umano sulla terra. Anche Greci, Romani, Bizantini e Turchi Ottomani hanno lasciato le loro tracce in questa antica terra. La Turchia possiede circa 60000 siti archeologici documentati. Ogni anno si svolgono dozzine di scavi e vengono alla luce anche resti umani. Attraverso queste esplorazioni, si hanno ricche testimonianze delle civiltà passate. Queste scoperte così importanti costituiscono “l’eredità dell’umanità”. Il governo turco salvaguarda i suoi tesori storici e culturali, operazione di vitale importanza non solo le generazioni odierne, ma anche per le prossime.
Oltre alla sua ricca storia, l’Anatolia ha un lungo passato di fede e già gli Ittiti la definivano “terra dei mille dei”. Nell’epoca delle civiltà politeiste nella regione, in nome della fede, sorsero templi e città consacrati a dei o dee. Quando in Anatolia si diffusero le religioni monoteiste, i credenti di diverso culto crearono nuovi luoghi di culto a cui contribuirono particolare valore. La diffusione in Anatolia di reliquie e luoghi, citati nei libri sacri o che contengono particolare valore dal punto di vista della fede, è notevole. Tali luoghi aiutano a tenere vivi nelle nostre menti i fatti storici. Da questo punto di vista l’Anatolia è come un enorme museo all’aria aperta.
In occasione dell’Anno Paolino, la Turchia si organizza per offrire ai turisti numerosi itinerari alla scoperta dei luoghi cristiani. I visitatori scopriranno che nomi come il Profeta, San Nicola, San Pietro, la Vergine Maria sono molto comuni in questo territorio, insieme ad Alessandro il Grande, Marco Antonio e Cleopatra. I misteriosi destinatari di alcune delle più importanti lettere scritte da San Paolo altro non erano che comunità cristiane sparse per l’Asia Minore. E ancora San Pietro è stato vescovo di Antiochia sull’Oronte, cittadina natale di San Luca; Filippo fu martirizzato a Gerapoli (l’odierna Pamukkale) e San Giovanni è stato vescovo di Efeso, nella zona delle sette famose chiese dell’Apocalisse, oggi visitate da migliaia di persone : Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia, Laodicea.
Si può ben affermare che la Turchia, che per 1058 anni è stata il fulcro dell’Impero Romano d’Oriente e dell’Impero Bizantino, prima di diventare centro spirituale islamico sotto gli Ottomani, è stata una delle principali culle del cristianesimo.
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