Guida ai Prestiti Inpdap

L’Inpdap è l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Esso gestisce i trattamenti pensionistici e di fine rapporto di tutti i dipendenti pubblici e statali e, in linea generale, offre ai propri iscritti particolari agevolazioni in caso di richiesta di prestiti e mutui. I prestiti Inpdap sono prestiti personali concessi dall’Ente e riservati solo agli iscritti, che siano lavoratori in corso o in pensione. Il denaro da concedere in prestito è attinto dal fondo per la “Gestione Unitaria Autonoma delle Prestazioni Creditizie e Sociali”, cui è obbligatorio essere iscritti come lavoratori se si vogliono ottenere le agevolazioni previste (diverso è invece il discorso per i pensionati della pubblica amministrazione, poiché essi possono accedere ai prestiti anche se non iscritti alla cassa di Gestione).

I prestiti Inpdap sono erogati direttamente dall’Inpdap ma possono essere ottenuti anche attraverso degli istituti di credito o delle società finanziarie convenzionate. Essendo sovvenzionato dai lavoratori, i quali cedono parte dei loro stipendi (in forma di trattenute) per finanziarlo, il fondo di credito ha delle risorse limitate e qualora esse si esauriscano l’Istituto non può erogare ulteriori prestiti.

I prestiti inpdap per dipendenti statali si dividono in due forme, fondamentalmente distinte in base agli importi richiesti, alla durata del rimborso e alla destinazione della spesa. Avremo così:

Il prestito personale: prestito non finalizzato di importi fino a 120.000 € da rimborsare in 10 anni;

Il mutuo fondiario: finanziamento generalmente erogato in un’unica soluzione, destinato all’acquisto di un immobile e garantito da un’ipoteca. Gli importi erogabili possono arrivare a 400.000 € e il debito può essere estinto in 40 anni.

Tipologie di prestiti Inpdap per dipendenti statali

Il prestito Inpdap può essere richiesto per l’acquisto di qualunque bene, dall’auto nuova alla ristrutturazione della propria abitazione. Escludendo i mutui – i quali meritano un approfondimento più ampio – possiamo distinguere tre tipologie di prestiti Inpdap.

Piccoli prestiti Inpdap – PP

I Piccoli prestiti Inpdap sono perfetti per chi si trova ad avere un improvviso e urgente bisogno di liquidità e per ottenerli basta presentare un’apposita domanda (in triplice copia) con un modello fornito direttamente dall’Inpdap. Questi prestiti possono essere rimborsati in un periodo che va da 1 a 4 anni e dal periodo prescelto dipenderà anche l’importo erogabile: una o due mensilità di stipendio nel caso del piccolo prestito annuale, da due a quattro mensilità per i prestiti biennali e così via fino a un massimo di otto mensilità da restituire in 48 mesi. Dalla durata del prestito dipendono anche i tassi d’interesse applicati; il rimborso avviene tramite trattenute sullo stipendio.

Prestiti pluriennali Garantiti – PPG

Come suggerisce lo stesso nome, i prestiti pluriennali Inpdap si distinguono soprattutto per la durata del prestito stesso, il quale può essere restituito in un periodo che va da 5 a 10 anni. Il PPG si avvale della cessione del quinto come modalità di rimborso e può essere richiesto solo da chi ha un’anzianità lavorativa di almeno 4 anni. Per calcolare l’importo erogabile bisogna moltiplicare il valore di una rata mensile per il numero di mesi stabiliti per il rimborso. Il valore della rata non può superare il 20% dello stipendio percepito (un quinto) e sarà comprensivo di spese di TAEG e premio d’insolvenza rata.

Prestiti pluriennali Diretti – PPD

A differenza del PPG, la domanda per questa tipologia di prestiti pluriennali Inpdap va presentata insieme a un documento che attesti la spesa per la quale viene richiesto. Siamo dunque in presenza di un prestito finalizzato, utilizzabile per l’acquisto o la ristrutturazione della casa, per l’acquisto di un’auto, per ingiunzioni di pagamento, spese scolastiche per i figli e via dicendo, purché si tratti di spese dimostrabili in anticipo. Anche in tal caso, il rimborso avviene grazie alla cessione del quinto dello stipendio, per un periodo massimo di 10 anni.