Soluzioni finanziarie per cattivi pagatori e protestati

Persone come i cattivi pagatori ed i protestati non sempre riescono ad ottenere un finanziamento facilmente.

Il lavoratore dipendente può ricorrere, in maniera pratica e veloce, alla cessione del quinto dello stipendio. Il pensionato può invece ricorrere, con le stesse modalità, alla cessione del quinto della pensione.

Purtroppo però esistono anche altre categorie di soggetti che non hanno la stessa fortuna nel vedere la propria richiesta di finanziamento accettata, soprattutto se chi necessita del prestito personale ha avuto in precedenza dei disguidi di natura finanziaria.

Come fare quindi ad ottenere un prestito per cattivi pagatori o protestati senza ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio o alla cessione del quinto della pensione? I soggetti come i lavoratori autonomi o quelli privi di reddito come i lavoratori in nero, i disoccupati e le casalinghe devono ricorrere obbligatoriamente a linee di credito alternative.

Come ci ricorda il sito Qui Prestiti Cambializzati, raggiungibile all’indirizzo http://www.quiprestiticambializzati.it/ , per queste categorie di persone sono disponibili due possibili vie d’uscita: il prestito cambializzato ed il finanziamento con garante.

In entrambe le soluzioni è possibile aggirare il problema dei disguidi finanziari in quanto in un caso si utilizzerà come garanzia la proprietà di un immobile e nell’altro si utilizzeranno le garanzie reddituali di un altro soggetto che non dovrà mai aver avuto dei disguidi finanziari come quelli sopra elencati.

Se si volesse optare quindi per il prestito con cambiali è necessario ricordare che il soggetto che verrà poi chiamato con il nome di debitore dovrà essere titolare di un immobile. In alternativa si potrà utilizzare anche in questa linea di credito un garante che, invece di proporre come garanzia reddituale una busta paga o la pensione, dovrà dimostrare di essere il proprietario di un’abitazione.

Sia che l’immobile risulti essere del debitore e sia che risulti essere di un’eventuale garante è necessario ricordare che in caso di insolvenza, cioè se le cambiali non dovessero essere pagate, si rischierà il pignoramento della casa.


Anticipazioni di Un Posto al Sole: le nozze di Nina Soldano

La bella Marina Giordano, donna d’affari potente e di grande fascino, è attualmente combattuta tra l’amore che prova verso Roberto Ferri e la bella storia che è nata con Giancarlo Petrone. L’attrice che interpreta Marina è Nina Soldano e sta vivendo un momento personale di profonda gioia e soddisfazione. Nina è sempre in contatto con i suoi fan tramite i principali canali social, e ritiene sia giusto e doveroso comunicare, che sono parte integrante dei suoi successi professionali.
Inoltre, ama molto condividere piccoli scorci di quotidianità come gli scatti alla fine di una giornata sul set o piccoli video di saluto. Nina è entrata nel cast di Un Posto al Sole nel 2003 e ha festeggiato in modo speciale a marzo di quest’anno con la vittoria del premio della associazione italiana di New York come migliore attrice protagonista di Un Posto al Sole. Ma a New York Nina non è andata solo a ritirare un premio importante.
Nella Grande Mela ha deciso di coronare il suo sogno d’amore con il compagno Teo Bordagni. L’uomo nella vita è un ingegnere e ha dodici anni meno di Nina. Ma questa differenza d’età non ha affatto spaventato o intimorito i due innamorati, che anzi senza aspettare oltre hanno deciso di dichiararsi amore eterno davanti al giudice della corte distrettuale di New York. Nonostante la cerimonia sia stata celebrata negli Stati Uniti non sono mancati i riferimenti e i rimandi alla madrepatria: Nina ha tenuto tra le mani una coccarda con il tricolore e anche la torta di nozze aveva i colori della bandiera, insieme alla scritta “love”, amore.
Nina e Teo convivevano già da cinque anni e hanno deciso di celebrare le nozze a New York poiché lì vivono alcuni cari amici della coppia, che li hanno aiutati a organizzare la cerimonia e la festa che ne è seguita, semplice e intima come voleva la coppia.
Fonte: http://anticipazioni.org/un-posto-al-sole


Guida ai Prestiti Inpdap

L’Inpdap è l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Esso gestisce i trattamenti pensionistici e di fine rapporto di tutti i dipendenti pubblici e statali e, in linea generale, offre ai propri iscritti particolari agevolazioni in caso di richiesta di prestiti e mutui. I prestiti Inpdap sono prestiti personali concessi dall’Ente e riservati solo agli iscritti, che siano lavoratori in corso o in pensione. Il denaro da concedere in prestito è attinto dal fondo per la “Gestione Unitaria Autonoma delle Prestazioni Creditizie e Sociali”, cui è obbligatorio essere iscritti come lavoratori se si vogliono ottenere le agevolazioni previste (diverso è invece il discorso per i pensionati della pubblica amministrazione, poiché essi possono accedere ai prestiti anche se non iscritti alla cassa di Gestione).

I prestiti Inpdap sono erogati direttamente dall’Inpdap ma possono essere ottenuti anche attraverso degli istituti di credito o delle società finanziarie convenzionate. Essendo sovvenzionato dai lavoratori, i quali cedono parte dei loro stipendi (in forma di trattenute) per finanziarlo, il fondo di credito ha delle risorse limitate e qualora esse si esauriscano l’Istituto non può erogare ulteriori prestiti.

I prestiti inpdap per dipendenti statali si dividono in due forme, fondamentalmente distinte in base agli importi richiesti, alla durata del rimborso e alla destinazione della spesa. Avremo così:

Il prestito personale: prestito non finalizzato di importi fino a 120.000 € da rimborsare in 10 anni;

Il mutuo fondiario: finanziamento generalmente erogato in un’unica soluzione, destinato all’acquisto di un immobile e garantito da un’ipoteca. Gli importi erogabili possono arrivare a 400.000 € e il debito può essere estinto in 40 anni.

Tipologie di prestiti Inpdap per dipendenti statali

Il prestito Inpdap può essere richiesto per l’acquisto di qualunque bene, dall’auto nuova alla ristrutturazione della propria abitazione. Escludendo i mutui – i quali meritano un approfondimento più ampio – possiamo distinguere tre tipologie di prestiti Inpdap.

Piccoli prestiti Inpdap – PP

I Piccoli prestiti Inpdap sono perfetti per chi si trova ad avere un improvviso e urgente bisogno di liquidità e per ottenerli basta presentare un’apposita domanda (in triplice copia) con un modello fornito direttamente dall’Inpdap. Questi prestiti possono essere rimborsati in un periodo che va da 1 a 4 anni e dal periodo prescelto dipenderà anche l’importo erogabile: una o due mensilità di stipendio nel caso del piccolo prestito annuale, da due a quattro mensilità per i prestiti biennali e così via fino a un massimo di otto mensilità da restituire in 48 mesi. Dalla durata del prestito dipendono anche i tassi d’interesse applicati; il rimborso avviene tramite trattenute sullo stipendio.

Prestiti pluriennali Garantiti – PPG

Come suggerisce lo stesso nome, i prestiti pluriennali Inpdap si distinguono soprattutto per la durata del prestito stesso, il quale può essere restituito in un periodo che va da 5 a 10 anni. Il PPG si avvale della cessione del quinto come modalità di rimborso e può essere richiesto solo da chi ha un’anzianità lavorativa di almeno 4 anni. Per calcolare l’importo erogabile bisogna moltiplicare il valore di una rata mensile per il numero di mesi stabiliti per il rimborso. Il valore della rata non può superare il 20% dello stipendio percepito (un quinto) e sarà comprensivo di spese di TAEG e premio d’insolvenza rata.

Prestiti pluriennali Diretti – PPD

A differenza del PPG, la domanda per questa tipologia di prestiti pluriennali Inpdap va presentata insieme a un documento che attesti la spesa per la quale viene richiesto. Siamo dunque in presenza di un prestito finalizzato, utilizzabile per l’acquisto o la ristrutturazione della casa, per l’acquisto di un’auto, per ingiunzioni di pagamento, spese scolastiche per i figli e via dicendo, purché si tratti di spese dimostrabili in anticipo. Anche in tal caso, il rimborso avviene grazie alla cessione del quinto dello stipendio, per un periodo massimo di 10 anni.